giovedì 16 settembre 2010

5 SETTEMBRE MADONNA DE SESULE


Porzus, 5 settembre 2010. Ricorre il 155 anniversario dell'apparizione della “Madone de Sesule” a Teresa Dush. La celebrazione è officiata dal canonico di Udine, Don Lizzi. Presente anche il parroco Don Dush che ancora conserva il cognome della bambina Teresa.
In questo paesino immerso nelle montagne friulane si raduna una folla di gente mossa dal desiderio di rinnovare questa festa, dal voler pregare e nel contempo festeggiare questo anniversario. La giornata è bella, fortunatamente non piove e così la S.Messa può essere celebrata all'esterno della piccola cappella costruita proprio nel luogo dove l'Apparizione è avvenuta nell'ormai 1855. Si festeggia inoltre anche il rinnovamento dei voti di 20 suore. Lo Spiritual Ensemble è chiamato ad animare la S.Messa. La Celebrazione è semplice ma molto sentita. La gente del luogo e quella della vicina Slovenia ascolta con curiosità un genere per loro non molto diffuso ma che li trascina ancora di più a pregare e a lodare il Signore.
Il parroco Vittorino Ghenda, colui che ci ha fortemente voluti per quest'occasione, ci invita a tenere un breve concerto prima della processione del pomeriggio. E' un vero successo! Le persone sono affascinate da queste sonorità, da queste melodie.....e vorrebbero che cantassimo ancora per ore e ore!!!!
Ringraziamo vivamente Don Ghenda e tutta la comunità di Porzus che ci ha accolto con gioia e ci ha fatti sentire a casa dandoci l'opportunità di santificare con i nostri canti un evento così importante e straordinario.


L'Apparizione della “Madone de Sesule”.
L'8 settembre 1855, festa della natività della Beata Vergine Maria,avviene il fatto straordinario, che segnerà profondamente tutto il paese di Porzus. Teresa Dush non ha ancora compiuto 10 anni. Caterina Grimaz, non si è accorta delle due feste di precetto che si succedono il sabato 8 settembre e la domenica seguente; non ha perciò provveduto erba sufficiente per sfamare le bestie. Chiama Teresa e le ordina di scendere nella dolina a tagliarne un po'. La bambina, osserva timidamente che non si deve lavorare di festa: così ha detto il sacerdote a cateschismo.
"Mangiamo noi, devono mangiare anche le bestie" è la risposta perentoria della madre. Teresa s'incammina. E' combattuta dentro di sé: obbedire al cappellano??... o obbedire alla mamma? Chiede aiuto alla Vergine che ama tanto. Arrivata al prato si accinge al lavoro, ma qualcuno le toglie il falcetto di mano. Alza gli occhi e vede una bella Signora col suo falcetto in mano che le sorride e dolcemente le dice: "Non si deve lavorare di festa!". Teresa confida il suo piccolo dramma. La signora si china, taglia una manata di erba e la porge alla bambina dicendo: "Prendi, questa basterà". Poi aggiunge: "Di' a tutti di santificare il nome del Signore e di non bestemmiare, perché così facendo offendono mio Figlio e addolorano il mio Cuore materno. Inoltre desidero che si osservino i digiuni e le vigilie". Al ritorno, Teresa racconta il fatto straordinario alla madre che la guarda incredula, benché noti sul volto di lei una espressione di intensa gioia; ma quando constata che quella manata di erba è sufficiente per quel giorno, per il giorno successivo, e anche per il lunedì mattino, rimane profondamente colpita. La notizia del fatto si diffonde. Non tutti credono. "Di' alla Madonna. a che ti dia. un segno", suggeriscono alla bambina. È un' altra domenica, forse la successiva. Teresa è in chiesa, e la Signora ritorna. E' accanto all'altare con un vestito ricoperto di rose, e la chiama. Teresa è presa da timore. Si rivolge alle compagne, e queste la sospingono e l'accompagnano, ma non vedono nulla. Le sussurrano:"Chiedi il segno". Teresa parla a lungo con la Madonna, poi esce di chiesa come trasognata e s'incammina verso casa. Dirà, più tardi, che la Madonna l'accompagnava. La piccola Teresa ha ricevuto in questa apparizione 'il segno'. E' una crocetta lunga tre centimetri che brilla come oro. La Madonna gliel'ha impressa sul dorso della mano sinistra. Tutti la possono vedere e, per quanto si cerchi di cancellarla, sfregandola e lavandola nell' acqua, rimane intatta, anzi diventa ancora più lucente. Monsignor Nicolò Tiossi, decano del Capitolo di Cividale, arriva lassù. Con lui la bambina si confida e il sacerdote le crede.
La Madonna le appare ancora una volta e le consegna un segreto, al quale rimarrà sempre fedele: nessuno riuscirà mai a strapparle di bocca un indizio o una parola. A chi indaga e fa domande, risponde che alla Madonna piace che si preghi il santo Rosario.
A Porzus, intanto, la gente, dopo l'apparizione della Madonna, comincia ad osservare un fenomeno insolito sul luogo dell' apparizione: il prato è sempre fiorito e la neve lì si scioglie prima che all'intorno, mentre dovrebbe avvenire il contrario, essendo la dolina un abbassamento di terreno simile ad una conca! Lì gli abitanti di Porzus vanno a pregare il Santo Rosario tutte le domeniche, e tutto il mese di maggio. Nel 1885 decidono di costruire una piccola cappella, una Iancona come la chiamano ancor oggi. Nel 1886 all'interno pongono, un dipinto che rappresenta la scena dell' apparizione. Il messaggio è scritto in alto, in forma lapidaria: "Santificate le feste. Non bestemmiate e osservate i digiuni e le vigilie".

4 commenti:

alessia ha detto...

è sempre bello poter partecipare a questi eventi perchè oltre ad immergenti nella spiritualità più vera ti permettono di conoscere nuove realtà, nuove persone e nuove storie!

Gabriele ha detto...

beh che dire, una giornata davvero meravigliosa, passata in compagnia dei cari pellegrini e rifocillati sontuosamente dagli organizzatori della giornata conviviale. Anche l'affetto che l'assemblea ci ha dimostrato nell'ascoltarci durante il breve concerto di apertura della processione è stato una graditissima sorpresa, che ci ha ripagato della levataccia mattutina e dell'ora che abbiamo speso cantando sotto il sole a picco, che il tempo ci ha fortunatamente concesso.

arianna ha detto...

Sono affascinata dal commento di Gabriele quindi non ho nulla da aggiungere...uhuauhauhauhah :-)
E' stata un'esperienza bella e particolare ed il merito va a Don Ghenda che ci accoglie sempre con un entusiasmo ed una gioia poco comuni.

fabiana ha detto...

Cantare in un posto così mi ha dato molte emozioni forti, senti che è un luogo pieno di energia ed è una cosa che mi ha riempito cuore e anima e aver avuto la possibilità di aver cantanto in questo tipo di ricorrenza mi ha fatto molto felice
Grazie a tutti per la giornata perchè siamo stati molto bene